Funny Story, Emily Henry, Harper Collins, 2025.
- 18 lug 2025
- Tempo di lettura: 3 min
A Daphne è sempre piaciuto come il suo fidanzato Peter raccontava la loro storia d'amore. Come si erano incontrati (in una giornata tempestosa), si erano innamorati (per un cappello volato via) ed erano tornati nella sua città natale sul lago per iniziare la loro vita insieme. È sempre stato davvero bravo... finché il racconto non è diventato il prologo della storia d'amore di Peter con Petra, la sua amica d'infanzia. Di colpo Daphne si ritrova bloccata in una sperduta cittadina del Michigan, senza amici né famiglia ma con un lavoro da sogno (e una paga da fame), e non le resta che accettare di condividere un appartamento con l'unica persona che può capirla: l'ex di Petra, Miles Nowak. Trasandato e caotico, Miles è esattamente l'opposto dell'organizzata e riservata Daphne. All'inizio della convivenza i due, che non hanno niente in comune, cercano di evitarsi il più possibile, finché una sera, complice un bicchiere di troppo, nascono un'amicizia e un piano. E se il piano prevedesse anche di pubblicare foto deliberatamente fuorvianti di loro due insieme, be', chi potrebbe biasimarli? Tanto è solo per finta, perché non esiste proprio che Daphne inizi un nuovo capitolo della sua vita innamorandosi dell'ex fidanzato della nuova fidanzata del suo ex fidanzato... giusto?
Non ne sono sicura al 100% ma credo di aver trovato un’altra autrice per me “comfy”. Una di quelle i cui libri sono delle ninne nanne: ti fanno sentire a casa e ti risollevano il morale. Sto parlando di Emily Henry e del suo ultimo romanzo “Funny Story - Un amore per finta”. Un romance che sa di vita reale: qui non troverete peni dalle dimensioni di bottiglie da 2l, né prestazioni sessuali della durata di un film della Marvel. Parliamo di una situazione insolita, in cui un uomo e una donna normali si mettono in condizione di conoscersi, viversi, innamorarsi.
La protagonista femminile è Daphne, una donna, una lettrice, una libraia. Viene mollata dal fidanzato poco prima del matrimonio per colpa dell’“amica di cui non devi preoccuparti”. Manco a parlarne, la faccenda distrugge la povera Daphne che già aveva i suoi problemi di fiducia in sé stessa. La suddetta amica era la compagna di Miles, un ragazzo dall’aspetto trasandato, che fuma canne e ama ascoltare musica triste. In una situazione tragica come quella venutasi a creare, i due “mollati” decidono di andare a vivere insieme e dividere le spese. Questo fragile equilibrio viene ulteriormente scosso quando, a distanza di solo pochi mesi dalla rottura, a casa di Miles e Daphne arrivano gli inviti al matrimonio della nuova coppia felice.
Da qui, tra bottiglie di vino e buon cibo, nasce la complicità tra i due protagonisti, insieme ad un accordo improbabile per dimostrare (a loro stessi più che altro) che sono andati avanti e che hanno superato il dolore. Tutto il resto è storia, storia che vi consiglio caldamente di leggere.

È stato davvero semplice empatizzare con i protagonisti, sono descritti in maniera sublime, dei caratteri così umani, così veri, da confondersi con delle persone che probabilmente conosciamo davvero. O perlomeno, questa è stata la mia impressione. Ovviamente non scendo nei dettagli caratteriali di nessuno dei protagonisti, perché rischierei di fare spoiler, anche se è facilmente intuibile di che accordo parliamo e di come si evolverà nella storia. Non è un romanzo innovativo, è solo molto, molto bello.
Posso solo aggiungere che Miles dimostra, una volta e per tutte, che non sempre il bad boy è l’uomo più ricercato. Miles di bad ha solo il passato (e non per sua scelta). Ho apprezzato tantissimo la penna di questa autrice e sono sicura che farò in modo di recuperare gli arretrati.
4 stelle
-Marti.
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